Video-giocando s'impara
Video-giocando s'impara
Il gioco, fin dalle prime fasi di vita, assume un ruolo cruciale nello sviluppo dell'individuo, è il motore dello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale nei bambini: è la forma più spontanea ed efficace di apprendimento.
Attraverso l'esplorazione ludica, il cervello costruisce nuove connessioni sinaptiche, sviluppa il pensiero critico e trasforma concetti astratti in esperienze concrete.
Del gioco si è a lungo occupata la psicologia nel momento in cui ha cercato di identificare la relazione tra questa pratica e precise acquisizioni evolutive nella vita del bambino.
Winnicot, Piaget, Vygotskij, Bruner hanno studiato l'importanza del gioco riconoscendogli una valenza nel processo educativo, di crescita e di apprendimento nel bambino.
Negli ultimi cinquant'anni abbiamo assistito ad un profondo cambiamento culturale e sociale. Molti fattori hanno contribuito ad un cambiamento del gioco. L'urbanizzazione, la riduzione degli spazi pubblici sicuri per l'infanzia, la diminuzione del tempo a disposizione per incontrarsi e giocare, l'evoluzione della tecnologia e molto altro hanno contribuito al passaggio dal gioco tradizionale a quello elettronico.
L'aumento della popolarità dei videogiochi ha generato un notevole interesse sugli effetti che questi possono avere sul cervello e sul comportamento umano. Inizialmente sono stati oggetto di ricerca circa gli effetti negativi che i videogiochi potevano avere.
Nella cultura occidentale giocare e soprattutto videogiocare è ritenuta una forma di intrattenimento,
uno svago vuoto, fine a sé stesso. Questa pratica è stata associata culturalmente al teenager, con attitudini antisociali, eccessivo nella sua dedizione a questa attività, che diventa totalizzante, con la possibilità di sviluppare forme di ludopatia o ritiro sociale.
Ma oggi la letteratura scientifica indica che i videogiochi commerciali hanno il potenziale di provocare cambiamenti significativi e duraturi su vari aspetti del comportamento umano, comprese le capacità cognitive. Giocare non è solo un gioco, giocare è un'attività mentale ( Del Fante, 2023).
Numerosi studi dimostrano i benefici offerti dai videogiochi in diverse abilità cognitive, come l'attenzione ( Green & Bavelier 2003), la memoria spaziale (Sacco et al., 2014), le funzioni esecutive, come il problem solving e il decision making (Shute et al., 2015; Granic et al., 2014) e molte altre. Alla luce di questo, diversi gruppi di ricerca hanno voluto testarne l'efficacia in setting riabilitativi e nella formazione professionale (Green & Bavalier, 2012). Sulla base della plasticità cerebrale, diversi studi hanno documentato miglioramenti in termini cognitivi, motivazionali, emotivi e sociali a seguito di training videoludici (Choi et al., 2020; Granic et al., 2014; Nahum & Bavelier, 2020). Il videogioco non è più dunque solo un passatempo, ma anche un mezzo attraverso il quale apprendere e acquisire nuove competenze (Nahum & Bavelier, 2020).
Funzioni esecutive
L'atto di giocare ai videogiochi va ben oltre una risposta meccanica agli stimoli visivi presentati sullo schermo. E' un coinvolgimento complesso di funzioni cognitive che richiedono operazioni mentali articolate. Affrontare le sfide proposte dai videogiochi non si limita solo al prestare e mantenere l'attenzione sugli stimoli rilevanti, ma coinvolge anche abilità di risoluzione di problemi, pianificazione delle strategie e gestione delle risorse, oltre a richiedere l'adattamento e la flessibilità alle situazioni in continua evoluzione. Quando parliamo di queste abilità, entriamo nel territorio delle funzioni esecutive.
Attenzione
E' una funzione cognitiva che è stata individuata come potenzialmente migliorabile attraverso i videogiochi, in particolare quelli d'azione. L'attenzione è un'abilità fondamentale che consente di selezionare gli stimoli rilevanti, ignorando quelli non salienti e di mantenere il focus sull'obiettivo.
Le evidenze scientifiche indicano che i videogiocatori di giochi d'azione riescono a gestire le risorse
attentive in modo più efficiente, migliorando la capacità di filtrare informazioni e allocare l'attenzione in modo più efficace (Azizi et al., 2017; Gong et al., 2017).
Sulla base di tali dati, i videogiochi vengono usati in diversi campi di potenziamento cognitivo per riabilitare l'attenzione, portando benefici in pazienti con lesioni cerebrali a seguito di traumi (Vakili & Langdon, 2014), nel trattamento di disturbi da deficit di attenzione/iperattività (Bioulac et al., 2008) e per i disturbi specifici dell'apprendimento(Franceschini et al., 2013).
Memoria
Diversi studi hanno dimostrato come i videogiochi possano apportare benefici cognitivi per quanto riguarda la memoria di lavoro (Brilliant et al., 2019; Choi et al., 2020; Colzato et al., 2013; Toril et al., 2016), tipologia di memoria fondamentale perchè implicata in ogni attività, come il pensiero, la risoluzione dei problemi, l'elaborazione di informazioni, la comprensione del linguaggio. Nei videogiochi, per raggiungere e completare le missioni, è necessario mantenere le informazioni in modo temporaneo e potervi operare, il giocatore deve mantenere informazioni sullo stato delle risorse o la posizione delle truppe.
Altri studi hanno evidenziato benefici anche sulla memoria procedurale, riscontrando miglioramenti in termini di precisione e accuratezza della coordinazione oculo-manuale (Griffith et al., 1983).
Oggi i videogiochi vengono usati come training per tutte quelle professioni che devono compiere azioni automatiche e molto accurate, come la chirurgia (Rosser et al., 2007).
I videogiochi permettono anche di allenare la memoria spazio-temporale, infatti il giocatore immerso in ambienti virtuali complessi, per muoversi in modo efficace, è costretto a ricordare la disposizione degli oggetti, delle missioni, dei percorsi e sapersi orientare.
Problem solving
Ogni giorno incontriamo problemi. La capacità di risolverli è una competenza trasversale sempre più richiesta anche nei contesti di lavoro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS 1993) definisce il problem solving come una delle 10 più importanti Life Skills, ovvero le abilità che preparano l'individuo ad affrontare efficacemente le sfide quotidiane e prevengono lo sviluppo di comportamenti a rischio. I giocatori imparano a gestire problemi sempre nuovi, allenando e potenziando le abilità che servono a farlo (Del Fante, 2023). I videogiochi di strategia in tempo reale o di ruolo sembrano proprio incrementare le abilità di problem solving, insegnando all'utente a raccogliere le informazioni sulle strategie degli avversari, a valutare attentamente le diverse ipotesi possibili e a formulare un piano d'azione per risolvere i problemi.
Decision making
Quando parliamo di decision making ci riferiamo all'abilità di prendere una decisione nel minor tempo possibile e nel modo più efficace. Le decisioni richiedono una valutazione delle opzioni possibili, in base a una preferenza; la selezione e l'esecuzione di un'azione e, infine, la valutazione del risultato (Ernst & Paulus, 2005).
I videogiochi presentano al loro interno delle meccaniche di gioco che ci portano a compiere costantemente delle scelte a volte in un tempo dilazionato a volte in tempi brevissimi.
Consolle, smartphone, tablet, computer sono ormai sempre più parte della vita quotidiana di giovani e adulti. L'utilizzo che ne viene fatto fa la differenza. Sulla base delle evidenze scientifiche possiamo affermare che i videogiochi come la tecnologia possono avere molti effetti positivi.
I benefici delle tecnologie però non sono automatici, la maturità non si acquisisce da soli e i nativi digitali possono diventare con la stessa facilità pensatori digitali o idioti digitali. Le opportunità offerte dal gioco computerizzato sono evidenti, ma la differenza è nell'utilizzo che ne viene fatto.
Le scoperte non possono essere “ disinventate” quindi abbiamo un'unica strada percorribile: la responsabilità della gestione.










